Pubblicata la ricerca "I numeri reali e le prospettive del settore della produzione di buste asporto merci in Italia". Legambiente: “E’ il risultato straordinario di una rivoluzione che invochiamo dagli anni ‘80”
Assobioplastiche: "30 mila tn in meno di borse usa e getta"
Shopper di plastica agli sgoccioli. Assobioplastiche ha presento la ricerca
I numeri reali e le prospettive del settore della produzione di buste asporto merci in Italia, lo studio di settore sulla trasformazione delle materie plastiche in film per shopper, realizzato con
Plastic Consult, società di consulenza privata e con
Ispo Ricerche. In Italia, l'uso
degli shopper usa e getta si è ridotto del 20% rispetto al 2010, in favore delle sporte riutilizzabili, con un taglio di oltre
30mila tonnellate di sacchetti prodotti e venduti. Non solo, tra il 70 e l’80% del campione intervistato, ha confermato di non utilizzare contenitori usa e getta e di portare da casa il
sacchetto per la spesa riutilizzandolo di volta in volta.
“Il bando dei
sacchetti non biodegradabili e non compostabili ha portato una
vera rivoluzione modificando gli stili di vita degli italiani
con risultati davvero straordinari - ha commentato Stefano Ciafani, vice presi...
Shopper di plastica agli sgoccioli. Assobioplastiche ha presento la ricerca
I numeri reali e le prospettive del settore della produzione di buste asporto merci in Italia, lo studio di settore sulla trasformazione delle materie plastiche in film per shopper, realizzato con
Plastic Consult, società di consulenza privata e con
Ispo Ricerche. In Italia, l'uso
degli shopper usa e getta si è ridotto del 20% rispetto al 2010, in favore delle sporte riutilizzabili, con un taglio di oltre
30mila tonnellate di sacchetti prodotti e venduti. Non solo, tra il 70 e l’80% del campione intervistato, ha confermato di non utilizzare contenitori usa e getta e di portare da casa il
sacchetto per la spesa riutilizzandolo di volta in volta.
“Il bando dei
sacchetti non biodegradabili e non compostabili ha portato una
vera rivoluzione modificando gli stili di vita degli italiani
con risultati davvero straordinari - ha commentato Stefano Ciafani, vice presidente di Legambiente - come avevamo più
volte evidenziato, grazie al divieto di
produrre sacchetti usa e getta in plastica tradizionale,
l’Italia avrebbe potuto, da una parte, risolvere il problema del
non invidiabile record di consumo del 25% dei sacchetti di tutta
Europa e dall’altra innescare la riconversione di uno dei
settori manifatturieri più inquinanti, quello della
petrolichimica, verso filiere più innovative e verdi" Secondo
Legambiente uno dei problemi maggiori adesso resta quello di
limitare l’uso dei sacchetti
finti bio (quelli di plastica tradizionale con additivi
chimici) diffusi soprattutto nei piccoli negozi e nei mercati
rionali che però grazie alle recenti modifiche normative
sostenute dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini, sono stati
finalmente banditi in modo inequivocabile e d’ora in poi
potranno essere oggetto di sequestri da parte della magistratura
e delle forze dell’ordine.
Nessun allarme
invece per l’occupazione. “Sono in totale poco meno di 100 le
aziende del settore shopper, con circa 2mila occupati, che in
gran parte producono sacchetti biodegradabili e compostabili -
aggiunge Ciafani - restano ormai solo poche decine di aziende,
con alcune centinaia di lavoratori, che devono riconvertire le
loro produzioni verso i sacchetti riutilizzabili o compostabili,
e ci auguriamo che questo avvenga presto, nonostante le
informazioni palesemente errate e fuorvianti sui contenuti del
nuovo bando che alcune sigle associative del mondo industriale
del settore continuano a fornire ai loro soci”.
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