Non bastano sismi e tsunami: anche le meduse possono bloccare il funzionamento delle centrali nucleari. In poco più di un mese tre impianti in diverse parti del mondo sono stati messi in crisi da un’infiltrazione di meduse nei loro impianti di raffreddamento
A mettere in crisi gli impianti nucleari ci si mettono anche le meduse
Che gli impianti nucleari potessero avere (e provocare) seri
problemi in caso di sismi o tsunami ne sono ormai tutti convinti. Ma che a
mettere in crisi impianti atomici fossero le meduse finora nessuno ci aveva
pensato. In poco più di un mese sono ben tre gli incidenti accaduti a reattori
in tre punti diversi del mondo: il mese scorso entrambi i reattori di una
centrale nucleare in Scozia sono stati chiusi dopo che un gran numero di meduse
ha intasato i loro filtri che pescano acqua di mare. Una settimana prima, l'infiltrazione
di meduse ha paralizzato un reattore a Shimane, in Giappone.
E in questi giorni
una centrale nucleare sulla costa israeliana ha riscontrato un problema simile
quando le medusa sono state risucchiate nel sistema di raffreddamento. In quest’ultimo
caso la centrale Rabin di Hadera (sul litorale fra Tel Aviv e Haifa) è stata
costretta ad adottare misure straordinarie per evitare che le sue turbine fossero
paralizzate dalle meduse. Per il raf...
Che gli impianti nucleari potessero avere (e provocare) seri
problemi in caso di sismi o tsunami ne sono ormai tutti convinti. Ma che a
mettere in crisi impianti atomici fossero le meduse finora nessuno ci aveva
pensato. In poco più di un mese sono ben tre gli incidenti accaduti a reattori
in tre punti diversi del mondo: il mese scorso entrambi i reattori di una
centrale nucleare in Scozia sono stati chiusi dopo che un gran numero di meduse
ha intasato i loro filtri che pescano acqua di mare. Una settimana prima, l'infiltrazione
di meduse ha paralizzato un reattore a Shimane, in Giappone.
E in questi giorni
una centrale nucleare sulla costa israeliana ha riscontrato un problema simile
quando le medusa sono state risucchiate nel sistema di raffreddamento. In quest’ultimo
caso la centrale
Rabin di Hadera (sul litorale fra Tel Aviv e Haifa) è stata
costretta ad adottare misure straordinarie per evitare che le sue turbine fossero
paralizzate dalle meduse. Per il raffreddamento delle turbine della centrale
vengono utilizzate ingenti quantità di acqua marina. Ma adesso la presenza
della massa gelatinosa rischia di otturare i filtri di ingresso e coì i dipendenti
sono costretti a raccogliere meduse 24 ore su 24. La presenza delle meduse lungo
le coste di Israele è considerata la più massiccia degli ultimi 10 anni. Gli
scienziati hanno confermato un aumento delle temperature oceaniche negli ultimi
due decenni provoca un'aumento abnorme di questi esseri marini. Pochi giorni fa l’accademia
Proceedings of the National Academy of
Sciences ha pubblicato una ricerca condotta da Rob Condon, del Virginia
Institute of Marine Science secondo cui le meduse sono tra le specie che traggono
grandi vantaggi dalle mutate condizioni ambientali indotte dai cambiamenti
climatici. Se questa tendenza non si invertirà, il numero di incidenti nelle centrali nucleari causati dalle meduse è destinato ad aumentare nei prossimi anni. (a.b.)
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