Antartide, pozzi CO2 in aumento. Gli ''indizi'' nei fossili marini di Sir Scott
L’esploratore britannico, il capitano Robert Falcon Scott, è passato alla storia per essere giunto secondo dopo la squadra guidata dal norvegese Roald Amundsen nella corsa al Polo Sud agli inizi del ventesimo secolo. Ma anche per la tragica fine della sua spedizione nel viaggio di ritorno alla base
Antartide, pozzi CO2 in aumento. Gli ''indizi'' nei fossili marini di Sir Scott
Pochi ricordano l’enorme valore scientifico del viaggio al Polo Sud di
Sir Robert Falcon Scott all'alba del '900 e l’enorme mole di materiali raccolti. La sua collezione di
briozoi (
Cellarinella nutti), invertebrati acquatici che vivono in colonie arborescenti ancorate alle rocce, particolarmente diffuse in Antartide, si è rivelata ad esempio molto preziosa per alcuni studi climatici, in quanto questi animali conservano nel loro scheletro una chiara testimonianza dell’ambiente in cui sono vissuti, registrata sotto forma di tre linee simili agli anelli di crescita degli alberi.
Dallo studio dei campioni di Scott raccolti nel mare di Ross, confrontati con collezioni più recenti, un team internazionale di ricercatori, guidato dal British Antarctic Survey,
ha scoperto che i briozoi sono cresciuti in modo regolare fino al 1990, data a partire dalla quale la loro popolazione è raddoppiata. Questo dato coincide con la crescita della produzione di fitoplancton nella regione, di cui i br...
Pochi ricordano l’enorme valore scientifico del viaggio al Polo Sud di
Sir Robert Falcon Scott all'alba del '900 e l’enorme mole di materiali raccolti. La sua collezione di
briozoi (
Cellarinella nutti), invertebrati acquatici che vivono in colonie arborescenti ancorate alle rocce, particolarmente diffuse in Antartide, si è rivelata ad esempio molto preziosa per alcuni studi climatici, in quanto questi animali conservano nel loro scheletro una chiara testimonianza dell’ambiente in cui sono vissuti, registrata sotto forma di tre linee simili agli anelli di crescita degli alberi.
Dallo studio dei campioni di Scott raccolti nel mare di Ross, confrontati con collezioni più recenti, un team internazionale di ricercatori, guidato dal British Antarctic Survey,
ha scoperto che i briozoi sono cresciuti in modo regolare fino al 1990, data a partire dalla quale la loro popolazione è raddoppiata. Questo dato coincide con la crescita della produzione di fitoplancton nella regione, di cui i briozoi sono particolarmente ghiotti, e
indica anche che stanno crescendo i serbatoi di CO2. La proliferazione del fitoplancton, a sua volta, sarebbe
dovuta alle perdite di ozono, che hanno innescato un aumento delle velocità dei venti che favoriscono una migliore circolazione delle acque di superficie e quindi la riproduzione del fitoplancton.
Il carbonio contenuto in quest'ultimo viene, dunque, prima assorbito dai briozoi e poi incorporato nel loro scheletro e in altri tessuti. Man mano che gli animali crescono, alcune porzioni del loro corpo si staccano e precipitano sul fondale marino dove alla fine restano sepolte. La scoperta potrebbe aiutare a fare luce sulle dinamiche dei cambiamenti climatici in Antartide. (f.n.)
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