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Costi: mentre il fotovoltaico scende, il nucleare sale

 
29 luglio 2010 - Mentre l’energia atomica costa sempre di più, il costo del fotovoltaico scende e questo trend continuerà fino alla competitività con le vecchie fonti fossili. La conferma arriva da uno studio della Duke University. Secondo gli autori dello studio “Solar and Nuclear Costs — The Historic Crossover”, John O. Blackburn, docente di economia presso l’università North Carolina, e il ricercatore Sam Cunningham, il sorpasso è avvenuto a 0,16 centesimi di dollaro al kWh (12,3 centesimi di euro//kWh). Da questo punto in poi, come mostra il grafico accanto, il costo dell’energia elettrica prodotta dalle centrali nucleari cresce, mentre al contrario quella prodotta con il sole decresce. “Il fotovoltaico ha ormai raggiunto i livelli di competitività delle fonti alternative più ‘low cost’ rispetto ai nuovi impianti nucleari”, spiega Blackburn. Infatti, mentre il prezzo del kWh solare ha continuato a calare negli ultimi otto anni, quello nucleare è cresciuto inesorabilmente. Le stime dei costi di costruzione – pari a circa 3 miliardi di dollari a reattore nel 2002 – sono cresciute in media a circa 10 miliardi di dollari, e sono destinate ad aumentare ancora.

Già oggi – scrivono gli studiosi – l’elettricità prodotta da impianti fv di scala commerciale viene offerta nello Stato americano della Carolina del Nord a 14 centesimi di dollaro al kWh, e visti i trend in atto dalla fine degli anni Novanta la completa competitività senza sussidi arriverà entro i prossimi dieci anni. Ma in altre zone del mondo è prevista anche prima. Lo stesso invece non si può dire delle centrali nucleari i cui costi, stimati in migliaia di miliardi, si riverseranno sui contribuenti.

Secondo uno studio del 2000 citato da un articolo del New York Times, dal 1943 al 1999 il governo degli Stati Uniti ha pagato quasi 151 miliardi di dollari in sussidi all’eolico, solare e nucleare, dei quali oltre il 96 per cento a quest’ultimo. Stime che ‘impallidiscono’ di fronte ai rischi finanziari e alla mole di incentivi che potrebbero accompagnare una nuova onda nucleare. In un rapporto presentato a giugno dell’anno scorso, Mark Cooper, analista economico dell’Istituto di energia e ambiente della facoltà di legge dell’Università del Vermont, sosteneva che efficienza energetica, cogenerazione e fonti rinnovabili potrebbero raggiungere un costo medio di 6 centesimi di dollaro al kWh, invece l'energia nucleare potrebbe essere prodotta un costo variabile tra 12 a 20 cents/kWh, senza considerare i costi di trasmissione (con i quali lieviterebbero a 22 cents/kWh per l’utente residenziale e a 18 – 19 cents/kWh per quello commerciale). Stime che probabilmente andrebbero riviste al rialzo, considerata la data dello studio. Nel frattempo i i nuovi problemi sorti e l'aumento dei costi dei progetti hanno già portato alla cancellazione o al ritardo nei tempi di consegna del 90 per cento delle centrali nucleari negli Stati Uniti.

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