
11 marzo 2010 –
Bruxelles non cambia idea sul nucleare e continua a non considerarla una fonte di energia rinnovabile. Lo ha precisato la portavoce del commissario Ue all’Energia, presentando oggi a Bruxelles le stime preliminari sul raggiungimento del target del 20 per cento di energie da fonti rinnovabili entro il 2020.
“Quando parliamo di energie rinnovabili non parliamo mai di nucleare'', ha detto Marlene Holzner - La politica della Commissione non è cambiata, e continua a considerare fonti rinnovabili solo quelle derivanti da sole, vento, biofuel e biomasse”. La portavoce ha tuttavia ricordato che la Commissione Ue non ha competenze sul “mix energetico” e che spetta a ciascun stato membro fare le proprie scelte.
Per quanto riguarda le previsioni Ue, tra i cinque paesi che non raggiungeranno il proprio target di energia verde al 2020 figura, com’è noto, anche l’Italia (17 per cento). Gli altri sono il Belgio, il Lussemburgo, Malta e Danimarca. L'Italia però è lo stato che prevede il deficit maggiore in termini assoluti, pari a 1,2 Mtep.
L’Ue, però, nel suo complesso raggiungerà l'obiettivo del 20 per cento, anzi, dovrebbe addirittura arrivare al 20,3 per cento. Questo grazie al contributo dei paesi Ue “virtuosi”, ovvero Germania, Spagna, Svezia e un gruppo di paesi emergenti quali Polonia, Bulgaria e Slovacchia.
A coloro che non ce la faranno con le proprie forze, Bruxelles suggerisce di ricorrere a importazioni di energia verde da altri Stati membri o paesi terzi. Tuttavia, dal documento di sintesi presentato oggi dall’esecutivo Ue, emerge che il meccanismo di trasferimento avrà un ruolo marginale:
solo circa 2 Mtep del totale previsto di energia prodotta da fonti rinnovabili saranno scambiate tra gli Stati membri o paesi terzi. Ovvero meno dell’1 per cento del totale. Scarica la
sintesi della Commissione europea.