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Studio: “Allarme smog in classe: peggiora la salute dei bambini”

 
10 marzo 2010 – Sempre più irrespirabile l’aria che si respira in classe. Peggio che in mezzo al traffico. A rischio la salute dei bambini che nelle aule scolastiche - dove passano almeno un terzo della loro giornata - inalano PM10 (le polveri sottili) e formaldeide (gas emesso dagli arredi interni) in concentrazioni maggiori che se fossero all’aperto. Una situazione che si riflette nell’aumento dei casi di asma, allergie e malattie varie delle vie respiratorie.

Questa è la fotografia scattata dallo studio “Qualità dell’aria nelle scuole, un dovere di tutti, un diritto dei bambini”, presentato oggi a Parma e promosso dal ministero dell’Ambiente in collaborazione con il Rec (Regional Environmental Center) di Budapest. Oltre all’Italia lo studio ha messo sotto la lente anche le scuole di altri 5 paesi (Albania, Boemia, Erzegovina, Serbia e Slovacchia), tra il 2005 e il 2009.

Spiega Corrado Clini, direttore generale del ministero dell’Ambiente: “I bambini sono l’indicatore più sensibile delle relazioni tra fattori di rischio ambientale e salute delle popolazioni. La comunità internazionale ha assunto da tempo l’obiettivo comune della protezione della salute dei bambini dall’inquinamento ambientale e dai relativi fattori di rischio presenti nell’aria, negli alimenti, nell’acqua”.

Sono state 13 le scuole italiane osservate in sei Regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Sicilia e Sardegna) e sono stati circa 1.000 gli alunni coinvolti. Dall’analisi in particolare è risultato un aumento delle malattie allergiche e dell'asma: il 27,6 per cento degli alunni esaminati soffre infatti di rinite, il 21,9 per cento di tosse, il 19,9 per cento di allergie, il 10,4 per cento di asma.

La causa è spesso l’età avanzata degli edifici: il 50 per cento circa è stato costruito prima del 1960. Ma in molti casi le ristrutturazioni non hanno migliorato la situazione in quanto sono stati usati materiali contenenti composti tossici. Preoccupa in particolare la situazione delle scuole siciliane monitorate, dove la formaldeide è presente con concentrazioni circa 6 volte superiori a quelle esterne.

L’altro nemico è il Pm10. Le polveri sottili arrivano dall'esterno, provenienti dal traffico, e si combinano con quelle generate dal gesso e dalle lavagne. Risultato: i valori di Pm10 sono superiori all’interno della scuola che all’esterno. Le più alte concentrazioni di Pm10 in classe sono state registrate in Piemonte (185 microgrammi m3), le più basse nel Lazio con 35 microgrammi m3.

La ricerca indica anche alcuni accorgimenti semplici e a buon mercato per sconfiggere i pericoli in classe. Primo fra tutti l’utilizzo delle piante mangia-veleni, che riescono a rimuovere lo sostanze tossiche dall'aria. La felce e il ficus benjamin ad esempio rimuovono da 12 a 20 microgrammi l’ora di formaldeide, ma ci sono anche gerbere, crisantemi, filodendri e pothos.


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