
8 febbraio 2010 – Borse, t-shirt, lampade, strumenti musicali, oggetti di design d’uso quotidiano, fino a vere e proprie composizioni artistiche. Sono tanti i modi per riportare “in vita” i rifiuti.
Per la prima volta
Ecolight, il consorzio per il riciclo dei rifiuti elettronici, ci accompagna alla loro scoperta in un viaggio virtuale nel primo
museo on line del riciclo.
Il museo è nato per creare un circuito di sensibilizzazione sul tema del recupero dei rifiuti, in particolar modo i raee (i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) che Ecolight gestisce su scala nazionale.
Cinque le sezioni ad oggi previste - arte, design, moda, architettura, musica - con un "patrimonio" che già supera il centinaio di opere fatte da una trentina di artisti. L'opera scelta per il lancio è "Lucetrice" di Camillo Fiore, un'istallazione realizzata con pannelli elettrici delle lavatrici che ha vinto la prima edizione del concorso "Rifiuti in cerca d'autore" promosso da Salerno in Arte, nella sezione Design.
“Alla base di questo progetto è l'esperienza che abbiamo maturato nell’ambito della gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche – spiega Walter Camarda, presidente di Ecolight-. I raee non sono infatti solamente competenza dei produttori e degli importatori, e di conseguenza dei consorzi che da queste aziende sono nati, ma di tutti. La cura dell’ambiente passa infatti da attenzioni che ciascuno può e deve adottare”.
Il museo del riciclo non sarà solo una vetrina di idee e trovate originali, ma soprattutto un racconto di testimonianze. Il filo conduttore sarà infatti la creatività al servizio dell’ambiente, in grado di dare nuova vita agli oggetti giunti a fine vita. Il designer portoghese Joao Sabino, ad esempio, ha pensato bene di usare delle vecchie tastiere dei pc per realizzare Keybag (foto), una borsa che ha fatto il giro delle più prestigiose passerelle di moda.