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Conto energia Tutti ci guadagnano Nessuno ci perde


Il Conto energia per il fotovoltaico si è rivelato uno strumento  efficace per indurre soprattutto i privati a investire  nel futuro del proprio Paese 

Sono numerosi i vantaggi del conto energia, grazie a cui il fv sta contribuendo a rilanciare l’economia nazionale e potrà soddisfare quote crescenti e sempre più apprezzabili del fabbisogno elettrico nazionale.

a cura di Alex Sorokin, Comitato Scientifico Legambiente

Solo pochi anni fa sarebbe stato impensabile considerare per il solare fotovoltaico la scala dei Gigawatt installati e dei Terawattora di energia prodotta. Invece, l’Italia si accinge a superare nel corso del 2010 la  soglia del Gigawatt installato e le proiezioni al 2020 oscillano fra un minimo di 5 GW, sufficienti per coprire il 2% del fabbisogno elettrico nazionale, e un massimo di 55 GW (scenario «paradigm shift» di PIAEuropean Photovoltaic Industry Association), che coprirebbe il 18% del fabbisogno nazionale. Nel 2007 il «Position Paper» del Governo italiano stimava un potenziale massimo al 2020 di 9,5 GW mentre lo studio del Cnes-Commissione Nazionale Energia Solare, proietta al 2020 uno scenario di 15 GW: il 6% del fabbisogno elettrico nazionale. Difficile dire quale di queste proiezioni si avvererà ma, sulla base di quanto avvenuto in passato, possiamo stabilire alcuni punti fermi:

• Prendendo i dati del 2008 a fronte di incentivi erogati dal Gse per complessivi 95 milioni di euro (4 euro/anno per famiglia) sono entrati in servizio 330 MW di nuovi impianti solari, generando così un giro d’affari di circa 2 miliardi di euro, ovvero: 20 volte più dell’incentivo erogato.
• In soli 3 anni l’occupazione del settore è cresciuta di 10 volte e si sono creati 15.000 posti di lavoro. Nonostante la crisi, la crescita del settore continua.
• Il meccanismo del Conto energia ha creato ricavi per le imprese, stipendi per le famiglie ed entrate fiscali per lo Stato di gran lunga superiori all’incentivo erogato, dando una utilissima spinta di rilancio all’economica nazionale, proprio nel momento di maggior bisogno.

Nel mondo anglosassone tutto questo viene descritto come una soluzione «Win-Win», dove tutti ci guadagnano e nessuno ci perde. Ma, a fronte di dati così positivi qualcuno si chiederà:
dove sta il trucco? Il trucco sta nel fatto che il meccanismo del Conto energia si è rivelato uno strumento efficace per indurre soprattutto i privati a investire nel futuro del proprio Paese, impiegando risorse che altrimenti sarebbero rimaste bloccate dai circuiti della speculazione finanziaria.
Ovvio che, attraverso il prelievo in bolletta (componente A3), i consumatori elettrici restituiranno queste risorse agli investitori durante i 20 anni di durata della tariffa incentivante. Ma è altrettanto vero che gli impianti continueranno a produrre energia elettrica per ben più di 20 anni, in modo gratuito, senza consumare combustibile, senza inquinare e senza emettere gas serra. Infine, c’è un altro elemento da non trascurare: grazie al Conto energia l’Italia sta sviluppando una buona base industriale per giocare un ruolo importante nella competizione internazionale.


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