
20 gennaio 2010 – A pochi mesi dalle elezioni regionali continua il balletto di conferme e smentite sui siti sui quali realizzare le centrali che daranno via alla nuova stagione nucleare italiana. Oggi il
sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, ha detto che è prematuro "parlare di scelta di siti".
Quest’ultima, fatta d’intesa con le regioni, "non si potrà conoscere prima di un anno", ha poi aggiunto il ministro a margine del convegno sul nucleare organizzato dall'Enea nei laboratori della Casaccia ad Anguillara (Roma). Per il momento – ha precisato –
sono state individuate soltanto delle macroaree che, secondo il decreto legislativo che reintroduce il nucleare in Italia, hanno la vocazione per ospitare una centrale nucleare.
Di diverso avviso i Verdi che sostengono invece che i siti sono già stati decisi. Ieri il
presidente nazionale del Sole che ride, Angelo Bonelli, ha dichiarato che la lista dei siti è già nota. “Da informazioni che ci arrivano dal movimento ecologista francese – ha detto – confermiamo che Edf e Enel hanno scelto, per realizzare le centrali nucleari volute dal governo Berlusconi, i siti che avevamo già reso noti e che sono:
Montalto di Castro (Viterbo),
Borgo Sabotino (Latina),
Trino Vercellese (Vercelli),
Caorso (Piacenza),
Oristano,
Palma di Montechiaro (Agrigento),
Monfalcone (Gorizia) e
Chioggia (Venezia). Mentre l'ex centrale del Garigliano (tra Latina e Caserta) ospiterà il deposito nazionale per le scorie radioattive, come si evince bando di gara della Sogin del 2009 (2009/s 47-068707)”,
"Già oggi il costo per la dismissione delle vecchie centrali, chiuse con il referendum dell'87, costa ogni anno in bolletta 400 milioni di euro". Per questo "la nostra mobilitazione contro una scelta energetica che fa male all'Italia - ha concluso Bonelli - continuerà con forza: abbiamo già raggiunto oltre 30 mila firme di pre-adesione per il referendum contro il 'revival' nucleare".