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Mini idro: una carta ancora tutta da giocare


26 novembre 2009 – Grandi prospettive anche per l’idroelettrico, una tra le prime fonti rinnovabili sfruttate in Italia. All’argomento è dedicato il convegno “Mini & Micro, il futuro verde dell’idroelettrico”, nell'ambito di Greenergy Expo ed Enersolar+.

Al suo interno è intervenuto nella mattinata di oggi Francesco Tornatore, dell’Autorità del bacino del Po (foto), che ha sottolineato come nell’alveo del più grande fiume italiano siano in funzione circa 890 impianti con una taglia media di oltre 500 kW.

“Per piccole centrali di questo tipo – ha detto Tornatore – c’è ancora margine di sviluppo soprattutto lungo il corso di Po, Oglio, Adda, Ticino e Dora Baltea, i corsi d’acqua principali. Mentre il microidroelettrico può trovare spazio su corsi minori, soprattutto dove esistano già opere di captazione o traverse esistente, in modo da sfruttare i salti d’acqua che garantiscono la produzione di energia senza modificare ulteriormente l’ambiente”.

“L’idroelettrico – ha ricordato Tornatore – è una buona opportunità ma deve garantire il cosiddetto Deflusso Minimo Vitale, che garantisce la sopravvivenza degli ecosistemi fluviali. Lo sviluppo di nuovi impianti deve quindi tenere conto di questi parametri vitali minimi”.

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