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Finlandia, Epr di Olkiluoto nella bufera


30 giugno 2009 – Dopo mesi di polemiche più o meno velate, ora è scontro aperto sul reattore di terza generazione in costruzione nel sud-ovest della Finalndia, tra l’Autorità nucleare finlandese Stuk e l’acquirente della centrale, il gruppo Tvo, da una parte e il consorzio Areva-Siemens, che controlla il progetto dall’altra.

La causa scatenante è la lunga serie di difetti, incomprensioni, ma soprattutto l’impreparazione nel condurre i lavori per la realizzazione del progetto del primo reattore nucleare di terza generazione del mondo, la cui messa in funzione era prevista per questa estate.

Ritenendo non più giustificabile il ritardo sulla tabella di marcia di almeno tre anni, l’autorità nucleare finlandese e il gruppo Tvo non nascondono più le loro critiche al consorzio Areva-Siemens.

“Areva ha iniziato a pianificare il lavoro quando ha ottenuto il contratto, ma ovviamente era troppo tardi. Avrebbe dovuto dedicare due anni alla preparazione dei lavori”, ha tuonato il direttore generale di Stuk, Jukka Läksonen.

Secondo Läksonen, alla mancanza di preparazione al momento della firma del contratto nel dicembre 2003, si sono sommati le difficoltà di Areva ad adattarsi ai regolamenti nazionali finlandesi”.

“I francesi non hanno compreso fin dall’inizio – ha denunciato Läksonen  - il sistema finalndese che prevede che nessun elemento importante possa essere realizzato prima che il progetto complessivo sia approvato”.

Tra le critiche più accese da parte della Stuk quelle sulla qualità del calcestruzzo utilizzato e delle saldature. “Non possiamo impedire alle autorià di criticare, ma questi enti non sono mai soddisfatti della sicurezza”, è stata la replica del direttore operativo di Areva in Finlandia, Osmo Kaipainen.

Il dirigente di Areva punta a sua volta il dito contro Tvo che avrebbe impiegato troppo tempo a trasmettere la documentazione prodotta da Areva-Siemens necessaria ad ottenere il via libera per ogni nuova fase della costruzione.

Tvo, però, non ci sta a passare dalla parte del torto. La compagnia finlandese, che ha appaltato il contratto di costruzione della centrale per un importo inizialmente stimato intorno ai tre miliardi di euro, ha denunciato Areva e Siemens per avere dedicato “alla preparazione” molto più tempo rispetto a quanto previsto dal contratto.

La costruzione del nuovo reattore, che impegna attualmente quasi 4mila dipendenti, è cominciata nel 2005 e le prime lamentele sui ritardi datano a partire già da fine gennaio 2006. Nello scorso gennaio Areva e Tvo avevano annunciato finalmente che l’inaugurazione del reattore era stata rinviata a giugno 2012, lo stesso anno cioè della messa in funzione prevista da Edf per il suo Epr di Flamanville, nel nord-ovest della Francia.

Ma ora anche questa data diventa incerta. Il conflitto tra Tvo, Areva e Siemens che si scambiano richieste di danni per miliardi di euro è infatti approdato alla Camera internazionale del commercio di Parigi dove il contenzioso è oggetto di un arbitrato.

Morale: l’Epr finalndese, la prima centrale nucleare ordinata in Europa dopo l’incidente di Chernobil nel 1986, che doveva segnare secondo le parole di Areva “la rinascita dell’industria nucleare”, rischia invece di trasformarsi in un fiasco clamoroso.

Il governo finlandese dovrà esprimersi all’inizio del 2010 se autorizzare o meno la costruzione di un secondo Epr, per il quale Tvo e Areva Siemens hanno già depositato un dossier. Ma stando così le cose, anche l’avvio di questo secondo progetto sembra piuttosto a rischio.

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