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Gse: esborsi Cip6 calati in 3 anni del 23%


6 febbraio 2009 – “L’energia incentivata con il Provvedimento Cip 6/92 è in progressivo calo, man mano che arrivano a scadenza le varie convenzioni. Negli ultimi tre anni l’energia ritirata si è ridotta del 15 per cento, passando da 49 a 41,7 TWh”.

Lo ha detto il presidente del Gestore Servizi Elettrici (GSE) Carlo Andrea Bollino nel corso di un’audizione alla commissione Attività produttive della Camera sullo stato del meccanismo di incentivazione Cip6 per l’energia prodotta da fonti rinnovabili ed assimilate, tra cui anche l’incenerimento dei rifiuti

Ancora più pronunciata – ha aggiunto Bollino - è la riduzione degli esborsi complessivi per l’acquisto dell’energia (-23 per cento), passati da 6.178 milioni di euro nel 2006 a 4.737 milioni nel 2008. Ciò - ha spiegato - è avvenuto anche a causa del ridursi degli esborsi per la componente incentivante, che viene erogata solo per i primi otto anni di esercizio degli impianti”.

Per quanto riguarda le fonti di provenienza dell’energia Cip6, ha spiegato ancora Bollino, “nel 2008 il 18 per cento dell’energia è stata prodotta da fonti rinnovabili e l’82 per cento da fonti assimilate, ossia da impianti di cogenerazione e da impianti che sfruttano il contenuto energetico di combustibili di processo e residui di lavorazione”, ovvero i termovalorizzatori.

Ma se si considera il volume degli incentivi, “le fonti rinnovabili incidono per il 48 per cento contro il 52 per cento delle fonti assimilate”, in quanto alle rinnovabili è riconosciuta una remunerazione maggiore. “Tenuto conto delle convenzioni ancora in essere, - ha poi aggiunto il presidente del Gse -  l’energia Cip6 ritirata dal GSE è destinata a ridursi fino ad annullarsi entro i prossimi 10 anni”.

Infine, Bollino ha segnalato che “a seguito di valutazioni in corso presso il ministero dello Sviluppo Economico, saranno stipulate nuove convenzioni Cip6 per alcuni impianti di termovalorizzazione individuati dai commissari straordinari per l'emergenza rifiuti delle regioni in cui è stato riconosciuto lo stato di emergenza”.

In commissione è intervenuto anche Antonio Catricalà, presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, per il quale sul cip6 “permangono delle distorsioni derivanti dal fatto di sovvenzionare la produzione di energia elettrica da fonti assimilate e non rinnovabili in misura di gran lunga maggiore rispetto a quelle ". “Distorsioni”, ha aggiunto “destinate a durare 7-10 anni”.

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