
13 maggio 2008 – Jatropha del Madagascar per alimentare con olio vegetale ottenuto dai suoi semi (foto) le centrali del Piceno.
Sarà possibile grazie a un accordo che vede protagonista la società di impiantistica Troiani e Ciarrocchi di Monteprandone, in provincia di Ascoli Piceno, che firmerà una convenzione per l’uso in concessione in Madagascar di 100 mila ettari da coltivare con la pianta tropicale.
A darne notizia è un articolo apparso un paio di settimane fa sull’edizione on line del
Quotidiano.it della provincia di Ascoli Piceno.
“Attraverso la ditta "Troiani & Ciarrocchi", - scrive il giornale - che ha già collaborato con la Provincia nell'ambito del progetto RED fornendo gratuitamente le lampadine a risparmio energetico, sono stati presi i primi contatti con il Madagascar per acquisire in Africa coltivazioni di jatropha”.
Nel dettaglio: “il progetto prevede circa 100 mila ettari di coltivazione di jatropha”. L’investimento ammonta a 5 milioni di euro grazie ai quali si calcola "di poter ricavare 300 mila tonnellate di olio vegetale”.
L'iniziativa è stata discussa nel corso di un incontro tra l’ambasciatore del Madagascar Razafy Andriamihaingo, il presidente e il vice presidente dell’Ente provinciale, Massimo Rossi ed Emidio Mandozzi, e i titolari dell’azienda, Renato Ciarrocchi e Roberto Troiani.
“Il nostro obiettivo – ha detto Renato Ciarrocchi – è soprattutto quello di favorire nel prossimo futuro (2-3 anni) la costruzione nel territorio ascolano di tante piccole centrali elettriche di piccole dimensioni, 1 MW ciascuna, alimentate proprio con l’olio del Madagascar”.
“In quella zona, e con quell’estensione di coltivazioni – ha sottolineato - potremmo avere tanto materiale da sostenere l’intero fabbisogno energetico del Piceno, cittadini e imprese”.
In cambio del via libera, il governo del Madagascar ha imposto all’azienda marchigiana di impiegare 5 mila lavoratori locali, che raccoglieranno a mano i semi di jathropa. Dal canto suo, il presidente della Provincia di Ascoli Massimo Rossi (PRC) sta lavorando affinché altre imprese picene siano coinvolte nell'attuazione del progetto.
Rossi ha tenuto anche a precisare che “non stiamo sottraendo terreno fertile all’agricoltura poiché si tratta di una pianta che, al contrario del mais, del girasole o della soia, non occupa terreni destinati a colture commestibili. Inoltre una consistente quota dell'olio prodotto resta sul posto per lo sfruttamento locale.
"Questo scambio aprirà anche la strada ad altre relazioni tra la nostra Provincia e il Madagascar, in particolare in ambiti di eccellenza del nostro territorio come quelli dell’agricoltura, della viticoltura, della pesca e del turismo”.