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Studio: “Le emissioni viaggiano da un continente all’altro


19 marzo 2008 – C’è un nuovo fenomeno in atto, che rischia di mandare in tilt gli schemi di riduzione delle emissioni climalteranti sul modello del Protocollo di Kyoto: è l’invasione dell’inquinamento atmosferico, che passa da un continente all’altro spostato dai venti di alta quota.

A metterlo in luce è una nuova ricerca realizzata da un gruppo di fisici dell’atmosfera del Goddard Space Flight Center della Nasa a Greenbelt (Usa), di cui parla oggi il quotidiano La Repubblica.

Partendo dalle rilevazioni di un sofisticatissimo apparecchio, il MODIS (Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer), in dotazione al satellite americano chiamato “Terra”, gli studiosi hanno realizzato una carta molto dettagliata dell’inquinamento atmosferico sul nostro pianeta, fornendo in particolare dettagli sulla situazione nelle regioni asiatiche.

Dalla mappa contenuta nella ricerca, che sarà pubblicata sul “Journal of Geophysical Research-Atmospheres”, si evince ogni anno 4,5 milioni di tonnellate di polveri inquinanti raggiungono gli Usa dall’Asia.

In pratica, “studiando i dati del satellite dal 2002 ad oggi, i ricercatori hanno potuto stabilire che la quantità di inquinamento partito dall’Asia e arrivato sul Nord America corrisponde al 15 per cento di quello prodotto dagli Stati Uniti e dal Canada”, spiega Hongbin Yu, responsabile della ricerca.

“È un valore notevole,  - prosegue - se si pensa che proprio in questi anni le due grandi nazioni sono impegnate nel ridurre le emissioni dannose al pianeta. I dati dicono che gli sforzi per ripulire l'aria sopra i cieli americani vengono quasi vanificati dall'inquinamento asiatico”.

“Abbiamo sempre considerato i Paesi occidentali come i maggiori produttori di inquinamento, ma – sottolinea Yu – ora i satelliti che guardano con occhio più accurato la nostra atmosfera ci dicono che qualcosa di profondamente diverso sta accadendo.

La Cina ha visto negli ultimi due decenni una crescita industriale senza precedenti, che ha richiamato decine di milioni di persone nelle città. Ciò ha aumentato il numero di automobili. Il risultato è che l'inquinamento prodotto dalla Cina è raddoppiato in un decennio, diventando il Paese che produce maggiore sporcizia atmosferica a livello planetario. E poiché le sostanze inquinanti sono immesse nell'atmosfera in grandi quantità, i venti le catturano e le trasportano anche a migliaia di chilometri di distanza”.

Yu e gli altri studiosi hanno calcolato la quantità delle sostanze che lasciano l'Asia per attraversare l'Oceano Pacifico: “Nell’arco di circa 3 anni si sono mosse 18 tonnellate di materiale inquinante, delle quali circa 4 tonnellate e mezzo sono scese sugli Stati Uniti. Le altre si sono disperse sugli oceani”,

Dallo studio si scopre che benché l’Europa sia un importante produttore di sostanze dannose all’uomo e all’ambiente, una parte del suo inquinamento giunge dalle attività industriali degli Stati Uniti.

Il flusso di sostanze dannose tra i contenti varia di molto durante l’anno. Dai calcoli degli studiosi risulta che è particolarmente intenso proprio in questi mesi, tra la fine dell'inverno e l’inizio della primavera, quando i venti in quota sono molto intensi. Minore, invece, è il trasporto in estate e durante le altre stagioni. A volte le particelle solide viaggiano molto velocemente, impiegando non più di una settimana ad attraversare l’intero Oceano Pacifico.

Le sostanze dannose prese in considerazione sono quelle prodotte dalle attività dell'uomo nelle città, dal traffico, da quello emesso dalle industrie e, non ultimo, dai fumi prodotti dai grandi incendi.



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