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Rapporto Apat 3 – In Italia si respira sempre peggio


18 dicembre 2007 – Se da un lato diminuiscono le emissioni climalteranti, dall’altro peggiora la qualità dell’aria italiana. La fotografia di un Paese a due facce è scattata dall’Annuario 2007 dei dati ambientali dell’Apat (Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici) presentato oggi a Roma. Nell’area padana l’esposizione al Pm10 (uno delle categorie in cui sono catalogate le polveri sottili) resta tra le prime in Europa insieme all’area costituita da Olanda, Belgio e Lussemburgo, alla Polonia, alla Repubblica Ceca e all’Ungheria. Nel 2006, spiega il rapporto, il 61 per cento delle stazioni di monitoraggio ha disatteso il valore limite giornaliero (50 microgrammi per metro cubo, da non superare più di 35 volte l’anno). “In alcune Regioni, i 35 giorni consentiti – sottolinea l’Apat – sono stati esauriti entro la prima metà di febbraio 2006”. Lo hanno fatto Torino, Milano, Venezia e Bologna. Tempi più lunghi per Genova, Firenze e Bari (29 ottobre). È il Nord d’Italia a respirare peggio confermandosi come l’area con la “situazione più critica di tutta la nazione”, mentre è meno sfavorevole il quadro rilevato al Centro-Sud anche se i limiti non sono comunque rispettati. Tra i capoluoghi di questa area del Paese, è la Capitale la città con i valori più elevati. Il trasporto, si legge ancora nello studio, rimane “la prima sorgente di inquinamento di Pm10 con un contributo complessivo del 43 per cento sul totale, di cui il 27 per cento proveniente dal trasporto stradale”. Per contro, sono aumentati in modo considerevole dal 2003 al 2005 i provvedimenti adottati per risanare la qualità dell’aria. È il caso ad esempio di Piemonte e Lombardia che hanno promosso misure a favore della mobilità sostenibile, hanno promosso i mezzi pubblici di trasporto a basso impatto ambientale privato e pubblico, insieme a provvedimenti di limitazione del traffico. Le Regioni più attive da questo punto di vista sono state nel 2004 la Lombardia con 62 provvedimenti, l’Emilia Romagna con 36, il Piemonte con 27 e il Lazio con 20. La Regione con i migliori indicatori di gestione della qualità dell’aria è il Piemonte. 

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