
25 maggio – Si chiama Bel Paese. Ma forse questo titolo andrà rivisto. Almeno stando alla fotografia scattata dall’Apat sul livello di inquinamento nel nostro Paese. Secondo il rapporto dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici sono 54 i siti gravemente contaminati, distribuiti su tutto il suolo nazionale, nessuna regione esclusa.
La maglia nera va alla Lombardia, con sette siti, seguita da Piemonte, Toscana e Campania con cinque. Tra loro, onnipresenti, le aree del petrolchimico di Porto Marghera, a Venezia, e quella dell’ex acciaieria di Bagnoli, a Napoli. Nel corso della presentazione della sua relazione l’Apat ha spiegato che la maggior parte di questi siti è costituito da agglomerati industriali, in aumento la presenza di siti abusivi e illegali. Composti organici, metalli pesanti, amianto, pesticidi gli agenti inquinanti più frequenti. Tutte sostanze, sottolinea l’Agenzia, particolarmente aggressive e capaci di penetrare ovunque inquinando irrimediabilmente aria, acque, suoli, ecosistemi. Non c’è da stupirsi se poi gran parte di esse ce le ritroviamo sulla tavola nei cibi che mangiamo oppure nelle nostre case dove impregnano mobili e pareti. Allegato al rapporto l'Apat ha presentato anche il ''Manuale per le indagini ambientali nei siti contaminati'', una sorta di vademecum utile agli operatori impegnati nelle attività di bonifica con illustrazioni, diagrammi, tabelle e fotografie, da consultare per affrontare gli aspetti teorici e pratici nella gestione dei siti contaminati.